Scoprire il proprio talento può sembrare un sogno difficile da realizzare, solo destinato a poche persone ma non è così perché tutti nasciamo con un talento naturale innato. Abbiamo delle predisposizioni fin dalla nascita e spesso può essere difficile riconoscerle per le esperienze che viviamo durante la nostra vita oppure perché abbiamo dei blocchi emotivi che limitano la vera espressione del nostro potenziale. 

Non è mai troppo tardi per scoprire il proprio talento, te lo dico con il cuore.

In questo articolo vediamo come scoprire il proprio talento anche con alcuni esercizi e voglio condividere con te la mia esperienza perché penso possa aiutarti.

Hai mai sentito quella sensazione in cui ti senti brillare? Io l’ho sentita tante volte nella mia vita personale ma la ricercavo continuamente nel mondo del lavoro. Non mi sentivo realizzata anche se raggiungevo grandi obiettivi. Sapevo di essere una persona capace ma non capivo come potevo lavorare con il talento perché non sapevo di averlo.

Partiamo da qui.

Innanzitutto il talento è una capacità innata, una disposizione naturale che non ha bisogno di essere sviluppata per emergere. Il talento, infatti, è innato perché tutti nasciamo con una dominanza cerebrale. Immagina che il cervello si divida in 4 quadranti (che Jung ha delineato i 4 stili di pensiero) dove in ognuno sono raggruppate delle competenze simili per cui tu sei naturalmente più portato.

Ti faccio un semplice esempio. Ricordati dei tuoi compagni del liceo. Solamente alcuni erano particolarmente bravi in matematica, giusto? E perché altri non riuscivano a prendere buoni voti anche se studiavano tanto o facevano ripetizioni? Perché avevano una dominanza cerebrale differente.

La dominanza cerebrale ci porta automaticamente a essere più portati per determinate attività, compiti, lavori.

Poi, invece, ci sono le competenze che sviluppiamo durante la nostra vita in cui non abbiamo necessariamente una dominanza cerebrale. Può succedere (e anche molto spesso) che siamo talmente abituati a ripetere alcune attività o lavori che richiedono determinate competenze che poi diventano nostre. Possiamo confonderci e pensare che quelle competenze sono il nostro talento. Può essere di si oppure no, capiamolo.

Come scoprire il proprio talento naturale?

Quando portiamo avanti alcune attività, compiti, mansioni o lavori che appartengono al nostro talento innato usiamo solo il 5% dell’energia cerebrale e ci alimentano, ci nutrono. Hanno addirittura un’influenza positiva nel nostro sistema immunitario. Ci sentiamo realizzati e felici, soprattutto se stiamo seguendo i nostri valori e se ci troviamo bene nell’ambiente. Possiamo svolgere quel lavoro per ore e ore senza renderci conto che trascorra il tempo. Facciamo un semplice esempio. Pensa a un musicista mentre suona il suo strumento preferito, quali espressioni leggi sul suo volto? Chiudi gli occhi, e pensaci per pochi secondi.

Non solo gli artisti lavorano con il talento e sperimentano quella sensazione brillante.

Vorrei farti una serie di domande per aiutarti a capire il tuo talento.

  1. Hai mai sentito la sensazione che brilli?
  2. Cosa stavi facendo?
  3. Cosa sentivi?
  4. Cosa dovrebbe accadere per rivivere momenti simili?

L’importante è capire se almeno una volta nella vita abbiamo sentito quella sensazione di flow, dove ci sentivamo volare.

Sentiamo parlare di competenze o abilità e molto spesso facciamo dei lavori in cui siamo bravi senza sentirci realizzati. Riconoscere e scoprire il proprio talento può richiedere un lavoro di analisi che merita di essere svolto per sentirci soddisfatti.

Iniziamo a pensare a tutte le competenze che abbiamo sviluppato durante la nostra vita per esigenze esterne e per la nostra sopravvivenza. Sono tante e spesso le consideriamo scontate, anzi non le vediamo. Ci concentriamo maggiormente su ciò che vogliamo migliorare perdendo il focus sul valore che abbiamo costruito fino a oggi. Brian Tracy, autore del libro “Il segreto è credere in sé stessi” afferma che tutti abbiamo più punti deboli che forti e la strategia è focalizzarci su ciò che sappiamo fare meglio.

Quando i pensieri sono automatici verso i nostri punti deboli dobbiamo cambiare strategia per aumentare la sicurezza personale.

Ti propongo, quindi, un altro esercizio:

  1. Scrivi tutte le competenze che hai sviluppato (anche quelle più scontate)
  2. Quali di queste competenze padroneggi al meglio?
  3. In quali ti differenzi dagli altri?

Se non riesci a rispondere fai le stesse domande alle persone che ti conoscono bene. A volte gli altri vedono meglio di quello che percepiamo di noi.

Tutti abbiamo delle qualità che ci distinguono ed è fondamentale capire quali sono.

La nostra percezione può dipendere anche dal livello di soddisfazione e riconoscimento che abbiamo nella vita personale e professionale.

Pensa ora a quali sono stati i momenti in cui hai sentito un livello più alto di soddisfazione e riconoscimento e fai un elenco di tutte le abilità che hai usato per raggiungere quei risultati.

Tuttavia, essere molto competenti in diverse attività non significa che tutte ci piacciano allo stesso modo. Anche quando svolgiamo il lavoro dei nostri sogni possono esserci delle mansioni che ci creano stress o che possiamo perfino detestare. Il segreto è saper equilibrare e coordinare bene gli aspetti che ci piacciono meno ma che ci permettono di raggiungere i risultati che desideriamo. Quando pensiamo all’obiettivo finale, infatti, abbiamo una motivazione diversa.

Parliamo ora dei punti deboli. Come tutti abbiamo un talento innato, delle competenze sviluppate e un’area più debole. Anche quest’ultima è naturale. Pensiamo sempre ai 4 quadranti del cervello dove in una siamo naturalmente meno forti.  Quando svolgiamo lavori in cui dobbiamo esprimere soprattutto i nostri punti più deboli possiamo usare persino l’80% della nostra energia cerebrale, sentendoci maggiormente stanchi e stressati.

Molte persone svolgono dei lavori in cui devono portare a termine delle mansioni che fanno parte di quest’area più debole.

E cosa succede in questi casi?

A me è successo quindi posso raccontarti la mia esperienza in alcuni contesti lavorativi. Mentre studiavo all’università ho sempre lavorato parallelamente per pagarmi gli studi ed essere autonoma. Ho lavorato in settori anche diversi tra loro ma vedevo che ero meno forte in tutti quei compiti che riguardavano le sequenze e che non erano creativi. Riuscivo sempre a raggiungere gli obiettivi dell’azienda in cui lavoravo ma dovevo sforzarmi più degli altri e provavo un forte stress. I lavori di amministrazione mi stancavano soprattutto perché non ero riconosciuta per quello che sapevo fare meglio e quindi anche la mia comunicazione era limitata perché non brillavo. Non ero quindi me stessa mentre lavoravo. Ritengo che comunque sono state proprio quelle esperienze che mi hanno aiutato a capire come scoprire il mio talento a lavoro e le ripeterei tutte.

Quindi, se ancora non hai capito la tua strada il consiglio che vorrei darti è quello di fare più esperienze possibili e di ascoltare il tuo corpo. Oppure, chiudi gli occhi per un minuto e prova a immaginare cosa ti piacerebbe fare nel tuo lavoro ideale.

Arriverà il momento in cui potrai scoprire il tuo talento e la tua strada. La pazienza è un aspetto chiave che ti permette di mantenere un atteggiamento positivo. Se stai facendo un lavoro in cui non ti senti bene cerca di cambiarlo o di modificare le tue mansioni perché a tutto c’è una soluzione.

Le conseguenze che si possono avere quando svolgiamo un lavoro che fa parte dell’area più debole possono essere diverse: a lungo termine possono anche nuocere la salute.

Vivere con il talento nascosto o sentirsi bloccati può influire sulla leadership emotiva e sulla sicurezza personale limitando così la personalità naturale.  

Scoprire il proprio talento, può essere un percorso soprattutto se non hai visto o dato importanza ai segnali di quando eri piccolo o giovane.

Due domande fondamentali per capire il proprio talento sono:

  1. Quali materie ti piacevano ed eri forte da piccol@?
  2. E nel tempo libero, cosa ti piaceva fare?

Ovviamente, la famiglia ha un ruolo fondamentale nell’aiutare i figli a esprimere il potenziale e a scoprire il proprio talento.

Il successo di una persona dipende anche dall’insieme di credenze, modelli e paradigmi mentali che abbiamo. Noto spesso che molti genitori influenzano le decisioni dei figli perché pensano che sia giusto per loro seguire una determinata strada, non prendendo in considerazioni se i figli possono avere la passione per un altro percorso.

Gli intorni che viviamo hanno sempre un impatto sul funzionamento del nostro cervello e svolgere un lavoro in cui usiamo le nostre capacità innate è fondamentale per sentirsi realizzati e felici perché diventiamo più efficienti nel lavoro e l’azienda stessa ne trae più benefici.

In queste circostanze infatti diamo il massimo con poco sforzo. Scoprire il proprio talento può richiedere anche attenzioni sulle sensazioni che abbiamo quando svolgiamo un lavoro.

Per aiutarti a capire come scoprire il tuo talento vorrei farti altre domande:

  1. Quali sono le tue passioni?
  2. Le tue passioni possono diventare il tuo lavoro? Scrivi perché si e perché no.
  3. Quali sono stati i lavori che ti sono piaciuti di più? E quali di meno?
  4. Qual è il lavoro che faresti gratis? (per esempio, hai il talento nel ballo e ti esibiresti gratuitamente in vari eventi)
  5. Quali sono le competenze in cui emergi di più nella tua vita personale e che non usi a lavoro?

Rispondere a tutte le domande, possibilmente con carta e penna, ti può aiutare a riflettere e risvegliare in te delle risposte che non pensavi di avere.

Puoi rileggere questo articolo in un secondo momento per poter rispondere con calma.

Vorrei raccontarti che prima di scoprire il mio talento, per molto tempo ho provato molta frustrazione e cambiavo spesso direzione.

Ho anche rinunciato alla mia carriera in Italia per trasferirmi a Barcellona e trovare il mio cammino. In questa circostanza non sapevo cosa cercavo ma ho seguito il mio intuito con la convinzione che avrei scoperto il mio flow nel lavoro.

Ho ricominciato a studiare mentre lavoravo in un ristorante per pagarmi gli studi e dopo 3 anni ho scoperto il mio talento nella formazione. Ho avuto fin da subito una sensazione di alta energia nel mio corpo e i casi della vita mi hanno portato a specializzarmi anche nel metodo Benziger Talent Solutions, una valutazione neuroscientifica che scopre la dominanza naturale innata. Prima di diventare licenziataria Benziger, ho ricevuto anche io questa sessione e mi ha fatto capire il motivo per cui ero rimasta emotivamente bloccata di fronte a molte situazione in passato. Se avessi fatto quella valutazione quando avevo 18 anni avrei evitato la metà dei problemi che ho dovuto affrontare nella mia vita!

Oggi sono felicissima di aiutare le persone a capire come scoprire il proprio talento e avanzare nella propria vita. I benefici che le persone possono trarre dal sistema Benziger possono variare a seconda dei propri bisogni avendo un risultato immediato sulla propria sicurezza, leadership e performance per raggiungere gli obiettivi e un maggiore equilibrio emotivo.

Scoprire il proprio talento significa anche trovare il proprio senso della vita.