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Cos’è l’interculturalità: informazioni utili

Cosa significa interculturalità? Questo termine può suscitare interpretazioni diverse in base alle nostre percezioni o esperienze vissute nella vita personale. Ultimamente infatti, la diversità è una tematica che ha creato molta confusione e incertezze a causa dei disordini politici e sociali.

In questo articolo spiegherò cos’è l’interculturalità e l’importanza dell’integrazione umana per la nostra società.

Un’educazione alla cultura può ridurre e prevenire i conflitti tra le persone.

La convivenza con la diversità

Il fenomeno della migrazione è in continua evoluzione da tantissimi anni. Ogni giorno ci relazioniamo con persone di origine differenti. Anche quando siamo soli, nella nostra casa, senza renderci conto, entriamo in contatto con altre culture. Indossiamo, per  esempio, vestiti provenienti dall’estero o scriviamo con il nostro computer costruito in un altro paese. Il mondo non può vivere senza le culture perché sono le culture che hanno creato e formato il mondo.

La convivenza con la diversità è un arricchimento per la società. Quando si produce un processo di formazione sociale rapido e intenso, come quello della migrazione, è importante però che i differenti attori politici e sociali rispondano a questi cambiamenti in maniera efficace. Non immaginiamo il processo che i migranti vivono e il tipo d’integrazione che affrontano. Non conosciamo il loro modo di pensare e i loro comportamenti culturali, come loro non conoscono i nostri. Siamo sempre abituati a giudicare secondo quello che percepiamo, anche in base ai nostri pregiudizi.

I fattori che limitano la convivenza derivano proprio dalla non conoscenza delle altre persone o culture, dagli stereotipi, dai pregiudizi e dalle abitudini differenti. È necessario combattere tutti i fattori negativi che possono contribuire all’esclusione, alla sfiducia e al conflitto sociale. La persona immigrata non deve rinunciare alla sua identità e tanto meno alla sua cultura per sentirsi integrato nella società in cui vive. Le città che ospitano devono ASSOLUTAMENTE mantenere tutte le tradizione locali e  trasmetterle alle persone straniere.  Il rispetto è un pilastro fondamentale dell’interculturalità.

Cos’è l’interculturalità

L’interculturalità presenta contesti culturali diversi dove vi è una relazione tra persone di origine differente. Qualsiasi tipo d’integrazione può essere interculturale, persino quando una persona compra in un negozio di pakistani perché si instaura un’interazione commerciale.

interculturalitàL’interculturalità è un tipo d’integrazione politica che si basa su tre punti fondamentali:
1) Rispetto
2) Uguaglianza e riconoscimento delle differenti culture
3) Interazione positiva

Per avere una relazione interculturale basica è necessario considerare che le culture sono uguali. Questo è imprescindibile. Quasi sempre l’etnocentrismo evidenzia la tendenza a giudicare le altre culture prendendo la propria come punto di riferimento ideale e come punto di riferimento di analisi.

La maggior parte delle persone credono che la categoria della propria cultura sia valida in assoluto. Non esiste superiorità o inferiorità nelle culture. Bisognerebbe percepirle come un fattore di arricchimento personale.

Etnocentrismo…

“Quando si parla d’interculturalità non si intende una relazione tra le culture perché è un qualcosa che non si può relazionare. Sono le persone di culture diverse che si relazionano, per esempio nelle scuole, nelle strade o nei bus. Tutte le culture sono sempre in un processo di trasformazione permanente. Esistono differenti maniere di posizionarsi di fronte all’altro. Possiamo credere che siamo migliori, ma a cosa serve questo? Il diritto alla differenza è fondamentale poiché è una questione della cultura e non siamo nessuno per criticarla. L’etnocentrismo esiste per far si che la propria cultura si trasformi e soprattutto perché non sparisca. Tutte le culture hanno i propri valori e problemi. Per questa ragione è importante considerarle a un livello uguale alla nostra. I valori che abbiamo possono cambiare in base alla società in cui si vive, alle persone, al sesso, all’età, ecc. Ognuno ha le sue priorità. Le culture non sono ne positive ne negative, sono solo differenti. Non esiste che una cultura sia migliore dell’altra: questa è’ l’interculturalità. La cultura dove siamo cresciuti dà senso alla nostra esistenza, a quello che siamo, a quello che ci circonda e a tutto quello che non possiamo spiegare e conoscere” (Lola López, Comissionada d’Immigració, Interculturalitat i Diversitat, Comune di Barcellona).

La competenza culturale

Oggi giorno, è fondamentale essere più competenti culturalmente. Per affrontare questo cambiamento socioculturale è importante sviluppare dei progetti educativi che mirano a creare più equilibrio, più ordine e più sicurezza nella società.

Una formazione sulla competenza culturale mira a:

  • Riflettere sulle proprie credenze culturali
  • Comprendere come funzionano i valori culturali nei nostri comportamenti
  • Capire come influiscono i pregiudizi e stereotipi nelle nostre scelte e decisioni
  • Comprendere e gestire il conflitto
  • Migliorare la comunicazione e l’integrazione sociale
  • Aumentare il rendimento del lavoro

Perché è importante sviluppare l’interculturalità

L’interculturalità gestisce la diversità come opportunità e fonte d’innovazione. Per godere dei benefici dell’interculturalità, però, è necessario che la politica disegni una strategia perché l’esistenza della diversità non implica l’interculturalità. I motivi per i quali si decide di scommettere su una strategia, che parta dal focus interculturalista, sono differenti.

La discriminazione istituzionale, la poca attenzione riguardo all’integrazione e una mala gestione sono elementi che ostacolano l’integrazione e peggiora la vita di tutti i cittadini.

I pregiudizi costituiscono un fattore molto influente nelle idee delle persone. Hanno un peso rilevante nelle scelte che compiamo quotidianamente. Un ruolo dalla potenza incisiva, che tratta i temi migratori, è svolto dai mezzi di comunicazione di massa che, spesso, hanno deformato le informazioni, fomentando manifestazioni discriminatorie e xenofobe. Se le false informazioni sono costantemente diffuse, al ripetersi, si trasformano in verità.

In Italia, la situazione attuale è abbastanza grave. Si sarebbero dovuti implementare dei progetti miranti a una gestione coordinata, progetti sociali di sensibilizzazione e diffusione delle informazioni da parte di fonti accertate. Essere competenti culturalmente non significa essere pro o contro i migranti ma significa conoscere per poter comunicare con meno conflitti. L’interculturalità, infatti, analizza e trova le soluzioni ai problemi della società.

L’interculturalità per la prevenzione

Questo rifiuto generalizzato verso la migrazione potrebbe favorire lo sviluppo di correnti estremiste e forti disordini sociali (come quelli che già esistono attualmente).

Generalmente, quando una persona si sente giudicata negativamente, non riesce a essere se stessa. Nella società, tutti noi abbiamo bisogno di far parte di un gruppo. Quando si è a contatto con le persone ma non si trova il proprio gruppo, dove è necessario sentirsi identificati, potrebbero verificarsi varie conseguenze negative. Sentirsi accettati è molto importante per l’autostima e i nostri comportamenti.

Ricorda…

la maggior parte delle volte non agiamo secondo chi siamo ma secondo come ci sentiamo. Chi convive con uno stress psicologico ha difficoltà a controllarsi in ogni momento. Soprattutto se non si ha un lavoro le preoccupazione possono peggiorare lo stato emotivo. Quando le persone non sono integrate, inevitabilmente si creano altri problemi nella società. Non mi riferisco solo a persone straniere.


Fino a ora ho vissuto in quattro paesi (Italia, Inghilterra, USA e Spagna) e ho sempre visto l’integrazione in modo positivo anche se mi sono capitate alcune situazioni in cui gli abitanti del posto avevano pregiudizi verso di me, per la mia cultura italiana. La distanza che percepivo da parte di queste persone non era una sensazione piacevole e queste osservazioni mi hanno portato ad approfondire l’effetto dei pregiudizi nella società.

I pregiudizi

Non solamente noi italiani abbiamo i pregiudizi ma anche gli stranieri li hanno verso di noi.  Tutti li abbiamo. E’ impossibile vivere senza.

Se ci fosse un’educazione politica interculturale più strategica adattata alle esigenze culturali del paese ospitante, la migrazione sarebbe più controllata. Quando c’è integrazione si creano meno conflitti sociali e aumenta lo sviluppo dei cittadini locali e stranieri. Aumenta anche l’ordine e la sicurezza del territorio perchè migliora la convivenza con la diversità.

Esistono varie definizioni del termine “pregiudizio”, ma la spiegazione, più comunemente accettata è quella di Allport, che definisce il pregiudizio, come un atteggiamento ostile e di sfiducia verso alcune persone, solo perché appartengono a un collettivo. Secondo la definizione del dizionario italiano Treccani, il pregiudizio è un’idea o un’opinione, concepita sulla base di convinzioni personali e prevenzioni generali, senza una conoscenza diretta dei fatti, delle persone, delle cose, tale da condizionare fortemente la valutazione e da indurre, quindi, a cadere in  errore. In poche parole è una convinzione senza fondamenta.

“Il pregiudizio, inoltre…

è un atteggiamento che comprende una combinazione di emozioni e sentimenti, che inducono ad agire in una determinata maniera”. Le credenze, invece, appartengono agli stereotipi, che sono modelli convenzionali di atteggiamento e di discorso. In psicologia, è un’opinione precostituita, generalizzata e semplicistica, che “non si fonda sulla valutazione personale dei singoli casi, ma si ripete meccanicamente, su persone o avvenimenti e situazioni”. “Gli stereotipi esistono in tutti i gruppi sociali e non sono né negativi né positivi. Sono attribuzioni generalizzate di determinate caratteristiche di un gruppo, che non si giudicano nella loro individualità”. Gli stereotipi hanno una base empirica, ma è l’esagerazione e la generalizzazione indiscriminata verso l’insieme dei membri di una comunità, che li convertono in pregiudizi. L’equivoco radica nella sua estrapolazione così come, la permanenza nel tempo, ignorando i cambiamenti che si possono produrre all’interno di quel gruppo.

Per avere più controllo è importante iniziare un lavoro che risponda alle esigenze di sicurezza e integrazione dei cittadini sviluppando delle formazioni sulla competenza culturale e dei progetti strategici per attenuare e prevenire i conflitti sociali. Queste strategie, nelle scuole, permettono anche di lavorare sulla prevenzione del bullismo e violenza di genere.

Se sei interessato/a a un progetto sociale, scolastico o alla formazione interculturale per la tua impresa o per il tuo municipio scrivimi qui.

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